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La Società di Studi Valdesi ha ricevuto dall'inizio della sua attività una serie di doni e lasciti di documenti che, nel corso degli anni, sono venuti a costituire un archivio di notevole interesse. Fin dal primo numero del suo Bulletin una sezione intitolata "Bibliothèque et Archives" venne riservata alla registrazione dei libri e dei documenti ricevuti o acquisiti.
Gli elenchi erano piuttosto nutriti e mettevano in evidenza la fiducia nell'importanza e nella continuità dell'attività della Società da parte dei suoi appartenenti, accanto all'adesione all'invito formulato dal fondatore Edouard Rostan, il quale nei suoi appunti intitolati "Fondation de la Société d'Histoire Vaudoise: un plan des travaux", auspicava un lavoro di trascrizione delle fonti riguardanti la storia valdese e l'acquisizione da parte dell'archivio dei risultati di queste ricerche. Tra le prime segnalazioni di documenti pervenuti troviamo infatti alcuni manoscritti contenenti trascrizioni di argomento valdese accanto a documenti originali, lettere, registri e carte di varia provenienza, oltre a veri e propri archivi di famiglia.
Nel secondo numero del Bulletin (anno 1885) troviamo scritto: "Quand notre Société ne ferait autres choses que de réunir, de différents côtés, des documents qui, sans cela, se perdraient tôt ou tard, elles accompliraient une oeuvre qui suffirait à elle seule, à justifier son existence". Però accanto alla calorosa riconoscenza verso i donatori e alla registrazione sulle colonne della rivista, nessun tentativo di inventariare o di classificare in qualche modo il materiale acquisito venne messo in opera, provocando così l'accumulo disordinato dei documenti. Non si dette avvio a una inventariazione generale fino al 1984, quando i vari fondi (allora circa 130) furono riordinati e catalogati con una suddivisione in due sezioni, comprendenti rispettivamente i "fondi personali", in cui si trovavano le carte che si riferiscono a famiglie o a singole persone, e i "fondi di enti", in cui erano confluiti gli archivi di associazioni che afferiscono all'ambiente valdese o protestante in genere, in Italia e all'estero.
A fronte delle nuove acquisizioni avvenute negli ultimi quindici anni e dell'incremento della consultazione da parte degli studiosi, l'archivio necessitava però di una completa inventariazione su supporto informatico. Grazie a un contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Settore Archivi, Biblioteche e Istituti culturali dell'Assessorato alla Cultura della regione Piemonte, si è potuto procedere dal 2001 al 2006 alla creazione di una banca dati comprendente fondi di famiglia, fondi di pastori, fondi di persone e fondi di enti.
Il lavoro ha realizzato la schedatura, la descrizione dei singoli fondi con relative note storiche e bibliografia, con l'immissione finale dei dati su supporto informatico. Con le stesse modalità si è proceduto alla schedatura e al riordino dei fondi di nuova acquisizione, che hanno portato il numero dei fondi ai circa 170 attualmente esistenti.
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