Dizionario Biografico dei Protestanti in Italia

Paul (di Jean Louis) Appia

Paul Joseph Appia (4 marzo 1782 – 19 gennaio 1849), pastore valdese e ministro delle comunità riformate francofone di Hanau e Francoforte sul Meno.

Biografia

Nacque in Olanda dall’orologiaio Jean Louis e Marianne Baptistine Brez.
Dopo la scomparsa del padre, nel 1787, crebbe col nonno Paul e fu inviato insieme al fratello Jean Baptiste Daniel in Svizzera come apprendista orologiaio, mestiere che entrambi tentarono di praticare nelle valli valdesi dopo il loro rientro, dal 1800.
Incline agli studi teologici, già l’anno seguente ripartì per Ginevra dove aveva ottenuto una borsa per seguire la sua vocazione. Nella città svizzera fu precettore privato, promotore della Société pour l’avancement des études e collettore per l’erezione del nuovo tempio di San Giovanni (oggi Luserna San Giovanni).

Venne consacrato nel 1809, ma l’assenza di posti pastorali vacanti nelle valli valdesi lo costrinse a valutare la possibilità di esercitare il proprio ministerio all’estero: rifiutato un posto in Franca Contea, a Montbéliard, accettò invece la direzione della Chiesa vallona di Hanau, nell’Assia, dove si trasferì nel 1811.
Nel corso delle guerre napoleoniche offrì il suo contributo per la cura degli ammalati e feriti, contraendo la febbre tifoidea, malattia che minò la sua salute per il resto della vita.

Nonostante i numerosi tentativi per tornare nelle valli valdesi od ottenere la cappellania delle Legazioni protestanti di Torino, egli terminò la sua carriera a Francoforte, dove si era trasferito nel 1819, in qualità di pastore della comunità vallona locale e dove morì, il 19 gennaio 1849.
Grazie al suo profilo internazionale ebbe tuttavia l’opportunità di prestare numerosi uffici per le chiese d’appartenenza. Nei primi anni della Restaurazione si spese per ripristinare le sovvenzioni inglesi, soppresse nel periodo napoleonico; benché lo sforzo non fruttò risultati immediati, contribuì ad alimentare l’interesse britannico per i riformati piemontesi. Nel 1825 venne incaricato di affiancare il cugino Pitt nella raccolta fondi per la fondazione dell’Ospedale di Torre Pellice, collettando nei Paesi Bassi e a Parigi; il sermone da lui predicato in queste occasioni, su Giovanni I, 4, fu pubblicato nel 1826. Durante il suo pastorato a Francoforte si impegnò per la conservazione dell’identità valdese delle antiche comunità di esuli nel Württemberg, sollecitando l’attenzione internazionale affinché anch’esse godessero delle liberalità di cui erano oggetto le chiese riformate piemontesi.

Scrittore prolifico, compose diverse opere di carattere storico e teologico, coltivando allo stesso tempo molteplici altri interessi come la filosofia, la musica, l'astronomia e le scienze naturali. Intrattenne inoltre fitti scambi epistolari con alcuni importanti personaggio della sua epoca come Madame de Staël e il pedagogista Johann Heinrich Pestalozzi.

Nel 1786 aveva sposato Caroline Louise Charlotte Develey, figlia di David Emmanuel, un banchiere d’Yverdon, e Elizabeth Gonzenbach. La coppia ebbe sei figli: Pauline (1815-1889), moglie del pastore di Napoli e Parigi Louis Vallette, Marie (1816-1886), che sposò nel 1841 il pastore ginevrino Jacques Claparède, Louis (1818-1898), medico e fondatore della Croce Rossa, Cécile (1822-1858), moglie del pittore svizzero Gabriel de Beaumont, Louise (1825-1904) che, rimasta nubile, diresse il Pensionnat di Torre Pellice e Georges (1827-1910), pastore valdese.

Fonti archivistiche

Archivio della Società di Studi Valdesi (in ATV), Fondo Carte Famiglia Appia, fascicoli 10-16: Sermoni di Paul Appia e 19-20: Carte varie e corrispondenza di Paul Appia, pastore a Francoforte.

Pubblicazioni principali

Notice historique sur les Vaudois des Vallées du Piémont, Genève, 1824.spazio
La vie chrétienne. Sermon sur ce texte: En elle était la vie, et la vie était la lumière des hommes [Jean, I, 4] prêche, le 22 janvier 1826, dans le temple de l'Oratoire, à Paris, à l'occasion d'une collecte faite en faveur des Eglises vaudoises des Vallées du Piémont, suivi d'une courte notice sur les Vaudois, Paris, Henry Servier, 1826.spazio

La formation de Christ dans les âmes. Sermon sur ces paroles de l’Epitre aux Galates: Mes petits enfans…, je sens de nouveau les douleurs de l'enfantement, jusqu'à ce que Christ soit formé en vous… ; car je suis dans une grande inquiétude à votre sujet, Paris, J.J. Risler, 1831.spazio
Discours prononcés dans l'Eglise Wallonne de Francfort s/M. de 24 octobre 1844 : A l'occasion du vingt-cinquième anniversaire de l'installation de M. Appia, l'un des Pasteurs de cette Eglise, Francfort sur le Main, 1844.spazio

L'Eglise de Dornholzhauser, «Echo des vallées», a. 1, n. 4, 5 ottobre 1848.spazio
Réflexions sur l’histoire de cette Eglise, in Troisième jubilé séculaire de la fondation de l’Eglise Réformé Française de Francfort s/M, Francfort sur le Mein, 1854, pp. 45-47.spazio
Quelques vers composés par feu M. le pasteur Paul Appia pour l'anniversaire de la naissance de son épouse Mme Caroline Appia, née Develay, décédée à Paris, le 16 février 1867, Paris, Impr. de Vert frères, 1867.

Bibliografia

J.L. Bonnet, Il parle encore. Discours prononcé dans l'Église française de Francfort le 28 janvier 1849, dix jours après la mort de M. le pasteur Appia par son collègue, Francfort s/M, 1849.spazio
B. Appia, Une famille vaudoise du Piémont du XIVe au XIXe siècle, «Bollettino della Società di Studi Valdesi», n. 127, giugno 1970, pp. 34-37.spazio
L. Barbro, Italianische Waldenser un das protestantische Deutschland 1655 bis 1989, Gottingen, Vandenhoeck & Ruprecht, 1994, pp. 63-66.

  • A cura di Simone Baral e Luca Pilone
  • Stampa questa pagina Stampa questa pagina
  • Invia questa pagina Invia questa pagina