Dizionario Biografico dei Protestanti in Italia

Venturino Mo

Venturino Giovanni Edmondo Mo (28 aprile 1896 – 11 novembre 1972) pastore della Chiesa metodista wesleyana.

Biografia

Nato a Rossa (Vercelli), era figlio di Giuseppe e Maria Gaietti. Rimasto orfano di genitori in tenera età, venne affidato alle cure dell'Orfanotrofio evangelico di Intra dove trascorse parte dell'infanzia e della giovinezza. Deciso a intraprendere la carriera militare, si arruolò nel corpo degli alpini e, con il grado di sottotenente, partecipò alla Prima guerra mondiale. Catturato nel corso di una missione esplorativa, venne catturato e internato prima in Austria e poi in Germania.

Nel primo dopoguerra entrò in contatto con la Chiesa metodista wesleyana e, dopo aver completato gli studi alla Facoltà valdese di Teologia, fu consacrato pastore nel 1923. Nell'ottobre di quello stesso anno sposò a Roma Lidia Cerutti, con la quale ebbe Mirella.

La sua prima sede pastorale fu Palazzo Adriano (Palermo) dove sarebbe rimasto fino al 1925, anno in cui venne trasferito a Piacenza. Dal 1927 al 1933 venne incaricato di seguire la comunità di Verbania-Intra, ricoprendo inoltre l'incarico di direttore dell'Orfanotrofio evangelico, dove era cresciuto. Trasferito a Vicenza, nel corso della sua permanenza in quella città si occupò di potenziare le diverse attività comunitarie, tenendo inoltre lunghi cicli di conferenze pubbliche a carattere storico e teologico.

Nel 1936 venne destinato alla guida della chiesa metodista dell'Aquila, dove rimase per undici anni. Richiamato alle armi nel 1941, combatté sul fronte orientale con il grado di tenente degli alpini. Nel 1947 fu destinato per un anno alla guida delle chiese di Gorizia e Udine, prima di essere trasferito nel 1948 a Venezia. A quegli anni risale la creazione della Colonia alpina evangelica Luciano Menegon a Tramonti di Sopra (Pordenone). L'idea di far nascere in quella località un centro di aggregazione e svago era già stata proposta nel corso degli anni Venti del Novecento dal pastore valdese Giovanni Bertinatti, che tuttavia non era riuscito a trovare i fondi necessari per completare l'operazione. Il nuovo clima venuto a crearsi nel secondo dopoguerra permise a Venturino Mo di trasformare quel progetto in realtà: grazie a una capillare campagna di raccolta fondi e al lavoro volontario di molti membri di chiesa, i lavori per l'edificazione della Colonia vennero terminati nel 1948. La struttura avrebbe ospitato nel corso degli anni successivi convegni a carattere ecumenico, campi estivi e soggiorni studiati per aiutare famiglie in difficoltà o bisognose. Sempre in quegli anni, inoltre, dipinse alcuni affreschi all'interno del tempio come, ad esempio, quello raffigurante lo stemma valdese sulla parete dietro il pulpito. Amante dell'arte e della pittura, nel corso della sua vita affrescò anche diversi templi metodisti, tra cui quelli di Intra, Omegna, Castiglione a Casaura (Pescara), Piacenza, Vicenza e L'Aquila.

Nel 1958 venne destinato alle chiese di Firenze e Pistoia, che avrebbe seguito fino al 1961. La sua ultima sede pastorale fu Carrara, dove sarebbe rimasto anche dopo l'emeritazione avvenuta nel 1970, morendovi l'11 novembre 1972.

Fonti archivistiche

Archivio Storico delle Chiese Metodiste (in ATV), Serie VI, Sottoserie Pastori - evangelisti, cartella 266, Mo Venturino.

Bibliografia

Pastore Venturino Mo, in «Voce Metodista», n.11, novembre 1972.spazio

A. C. Pradolin (a cura di), Una fiaccola di fede evengelica, Trieste, Zenit, 1997.spazio

F. Chiarini, Storia delle chiese metodista in Italia, Torino, Claudiana, 1999.spazio

G. Carrari, Protestantesimo a Trieste dal 1700 al 2000, Trieste, Lint, 2002.spazio

V. Benecchi, Guardare al passato, pensare al futuro. Figure del metodismo italiano, Torino, Claudiana, 2011, pp. 157-162.

  • A cura di Luca Pilone
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