Sul finire del medioevo i barba valdesi
viaggiavano a coppie accompagnati da testi utilizzati per
la predicazione. Cercando di ricostruire la rete delle loro
relazioni, gli inquisitori li pongono al centro del bersaglio
repressivo. I predicatori itineranti diventano così
protagonisti di un doppio circuito documentario: attivo attraverso
la letteratura didattico-religiosa e passivo tramite gli atti
giudiziario-inquisitoriali.
In questo libro emerge la proficua interrelazione tra fonti
e ricezione nelle opere erudite, tra interventi polemisti
e uso della storia, tra uomini e viaggi. Attraverso i documenti
si disegna un percorso religioso che dalla marginalità
degli spazi alpini si fa centralità culturale, al di
là di barriere geografiche e confessionali. Seguendo
l’utilizzo della documentazione, prende forma un’affascinante
avventura.
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