Dizionario Biografico dei Protestanti in Italia

Giovanni Luzzi

Giovanni Luzzi (8 marzo 1856 – 25 gennaio 1948) pastore e teologo valdese.

Biografia

Nato in Svizzera a Tschlin, un paese dei Grigioni situato nella bassa valle Engadina, era figlio di Jon Lüzi e Uorschla Scharplaz. L'anno successivo alla sua nascita i genitori decisero di emigrare in Italia e si stabilirono a Lucca, meta privilegiata di molte famiglie grigionesi, dove il padre avviò una piccola attività, aprendo dapprima un caffè, abituale luogo di ritrovo dei liberali, dei repubblicani e dei massoni della città, e poi una drogheria.

A Lucca, oltre a lavorare nella bottega e nel caffè del padre, dopo la formazione elementare proseguì gli studi, frequentando dal 1869 il ginnasio e dal 1874 il Liceo Machiavelli. Nel frattempo però, due gravi lutti colpirono la famiglia: la madre morì in seguito ad un'epidemia di vaiolo nel 1873, e tre anni dopo seguì la morte del padre, che lasciò al giovane il peso di attività familiari poco redditizie e la responsabilità delle tre sorelle minori. Nell'autunno del 1877, conseguita la licenza liceale, Luzzi si trasferì a Firenze, dove aveva sede la Facoltà valdese di Teologia, per proseguire i suoi studi e prepararsi al ministero pastorale con il proposito di diventare ministro di culto in una parrocchia svizzera di lingua italiana.

Presso la facoltà teologica, si dedicò in modo particolare allo studio dell'esegesi greca ed ebraica del Nuovo Testamento, mentre prese lezioni di ebraico e di letteratura latina all'Istituto di studi superiori, e iniziò a studiare il tedesco privatamente.

Nel corso del 1878, al secondo anno dei suoi studi teologici, Luzzi incontrò Giuseppe Comandi, fondatore e direttore dell'Asilo professionale evangelico di Firenze. Nel 1880, accettò l'offerta di svolgere presso la struttura opere di assistenza e di educazione religiosa in cambio dell'alloggio e di un piccolo stipendio, con cui poté sostenere le spese della sua permanenza a Firenze e proseguire gli studi. Luzzi lavorò presso l'asilo per sette anni, periodo in cui approfondì i suoi studi teologici e storici, appassionandosi soprattutto alle opere di E. Reuss e F. Godet.

Nel giugno del 1886 discusse, presso la facoltà teologica, la tesi di esegesi greca sulla prima lettera di Pietro, prima di ricevere a Torre Pellice, il 6 settembre, la consacrazione al pastorato e partire per Edimburgo con una borsa di studio offertagli dalla Chiesa valdese in segno di riconoscenza per il lavoro volontario da lui svolto in collaborazione con Paolo Geymonat nella chiesa valdese di Firenze. Nell'anno trascorso in Scozia come studente della facoltà di teologia dell'Università di Edimburgo, proseguì i suoi studi di ebraico e si avvicinò all'Esercito della Salvezza, di cui frequentò le numerose riunioni serali. Durante il secondo semestre universitario ad Edimburgo, Luzzi ricevette dalla Chiesa valdese l'offerta di assumere la guida di una parrocchia fiorentina, che lo avrebbe riportato in Italia al fianco della moglie scozzese Eva Henderson. Il 1 novembre 1887 si insediò quindi come pastore alla direzione della comunità valdese di via de' Serragli, dove rimase fino al 1902.

Durante i quindici anni di ministero fiorentino Luzzi interpretò il suo ruolo all'interno della Missione evangelica italiana impegnandosi non tanto nell'opera di proselitismo, quanto nel dialogo e nella collaborazione con tutti coloro, laici o sacerdoti, che aspiravano a rifondare l'unità della Chiesa cristiana sui principi e sui valori dell'insegnamento evangelico. Oltre all'intensa attività pastorale, numerose furono le sue iniziative in campo sociale, che rispondevano alla interpretazione viva e attiva della fede cristiana che il pastore aveva fatto propria. Nel 1891 fondò nel quartiere popolare di S. Frediano le Cucine Economiche e tre anni dopo - aiutato da suo cognato Thomas Henderson - il Dispensario Medico, opere che rimasero in attività fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Nel 1897 entrò a far parte del Comitato di Evangelizzazione, carica che ricoprì fino al 1898 e successivamente dal 1906 al 1907.

Nel 1902 il Sinodo valdese gli affidò la cattedra di teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia, dove insegnò Dogmatica, Etica cristiana, Teologia biblica dell'Antico e del Nuovo Testamento, Apologetica, Simbolica, Polemica, Omiletica e Storia ecclesiastica fino al 1923, orientando la stessa facoltà verso una più decisa adesione alla teologia liberale e favorendone l'inserimento all'interno del contesto culturale italiano. Nel gennaio 1904 costituì, a Roma, con la collaborazione del metodista Salvatore Mastrogiovanni, la Federazione italiana degli Studenti per la Cultura religiosa, ramo italiano della World Student Christian Federation, che aveva il compito di promuovere l'attività sociale degli studenti e favorire tra loro uno scambio culturale. La Federazione italiana si proponeva come un'organizzazione ecumenica, che Luzzi dotò anche di una rivista, il cui primo numero uscì nel novembre del 1908 con il titolo Fede e Vita. Intanto, nell'aprile del 1905, aveva ricevuto dall'Università di Edimburgo la laurea honoris causa in teologia.

In quegli stessi anni, il pastore ideò il progetto di una traduzione italiana della Bibbia dai testi originali, che intendeva essere il frutto di un preciso lavoro di esegesi attraverso il metodo storico-critico, distaccato dalle dispute confessionali e per questo destinato a ricevere riconoscimenti importanti anche in ambito cattolico.

Dapprima si dedicò alla revisione della traduzione italiana della Bibbia fatta da G. Diodati agli inizi del Seicento, poi, dal 1906 iniziò l'opera di traduzione alla quale avrebbe dedicato i successivi 25 anni della sua vita.

Il primo passo verso la realizzazione di tale impresa fu la fondazione, il 27 aprile 1909, di una Società editrice per la pubblicazione dei suoi studi biblici, cui diede il nome di Fides et Amor, coinvolgendo come soci una maggioranza di cattolici, alcuni rappresentanti della Chiesa greco-orientale ortodossa e una minoranza di evangelici. Fra le prime opere che Luzzi pubblicò presso la sua casa di edizioni si ricordano I Vangeli e gli Atti degli Apostoli (1909) e il Nuovo Testamento annotato (1911), di cui fu stampata nel 1914 una seconda edizione, che apparve anche in una versione speciale dedicata ai militari impegnati al fronte.

Il lungo lavoro di esegesi e di traduzione della Bibbia permise al ministro di culto di incontrare i maggiori esponenti cattolici del modernismo come Ernesto Buonaiuti e ne fece il pioniere di un atteggiamento di apertura in cui si rifletteva l'impegno di promuovere in Italia un risveglio della coscienza religiosa e il sogno ecumenico di un riavvicinamento fra le diverse denominazioni cristiane.

Nell'ottobre del 1912 partì alla volta degli Stati Uniti, in seguito all'invito del Theological Seminary di Princeton a tenere un corso di lezioni.

Durante un soggiorno di circa tre mesi, Luzzi tenne sermoni e conferenze viaggiando attraverso le principali città americane e incontrando personalità di rilievo, fra cui il futuro presidente W. Wilson e la signora Emma Baker Kennedy, che avrebbe sostenuto finanziariamente il progetto di edizione della Bibbia.

Fedele al suo ideale ecumenico, nel 1914 diede vita ad un'iniziativa interconfessionale con la Lega di preghiera per la riunione delle Chiese, cui parteciparono rappresentanti della chiesa valdese, cattolica, ortodossa russa, anglicana, metodista e luterana.

Il 2 ottobre 1917 fu insignito del dottorato in teologia honoris causa presso il Presbyterian College di Montreal.

Quando nel 1920 la sede della Facoltà valdese di Teologia venne trasferita a Roma, Luzzi, giunto nella capitale, incontrò difficoltà ad ambientarsi: il bisogno di raccoglimento e di concentrazione per la prosecuzione del lavoro di traduzione della Bibbia lo convinse, dopo solo due anni, a dimettersi dall'incarico di professore. Nel giugno del 1923, lasciò Roma per assumere la cura pastorale di una parrocchia protestante di Poschiavo, nei Grigioni, dove rimase per i successivi sette anni.

A Poschiavo, si dedicò quasi interamente alla sua opera esegetica sottoponendosi, soprattutto dopo la morte del figlio avvenuta nel 1925, a ritmi di lavoro molto intensi. Sempre a Poschiavo prese parte al progetto di traduzione della Bibbia nella lingua romancia, di cui ormai non esistevano che pochi esemplari di una versione datata. Con la collaborazione del pastore J.U. Gaudenz, cui era affidata la traduzione del Nuovo Testamento, e del pastore R. Filli, che tradusse i Salmi, il volume venne dato alle stampe dalla Casa Engadin Press di Samedan e San Murezzan nel 1932.

Deciso a completare la sua versione italiana della Bibbia, il 14 settembre 1930, Luzzi lasciò il suo incarico di parroco e da Poschiavo fece ritorno a Firenze, dove poco dopo accolse comunque la richiesta della chiesa olandese-alemanna di Livorno, recandovisi per tre anni, due volte al mese, ad aiutare la comunità.

Ultimata nel 1931 la pubblicazione dei dodici volumi della Bibbia tradotta in italiano, lavorò ancora intensamente pubblicando alcuni scritti, fra cui una raccolta di prediche e riflessioni, All'ombra delle sue ali. Raccolta di sermoni per ogni domenica e festa principale dell'anno (1933); l'autobiografia Dall'alba al tramonto. Appunti autobiografici (1934), nonché una sintesi del suo pensiero teologico La religione cristiana secondo la sua fonte originale (1939).

Quando nel giugno del 1940 l'Italia entrò in guerra, il pastore si trovava, come d'abitudine nei mesi estivi, a Poschiavo, dove decise di rimanere insieme con la famiglia. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, rivedendo alcune sue posizioni e abbandonando i toni concilianti nei confronti della Chiesa cattolica e del regime fascista, cui inizialmente aveva guardato non senza speranze e attese per il rinnovamento morale e religioso della nazione italiana.

Morì a Poschiavo il 25 gennaio 1948.

Fonti archivistiche

Archivio Tavola Valdese (in ATV), Serie IX, cartella 116, Luzzi Giovanni.spazio
Archivio Tavola valdese (in ATV), Serie V, cartella 280-281, corrispondenza personale.spazio
Archivio della Società di Studi Valdesi (in ATV), Fondo Carte Luzzi.  

Pubblicazioni principali

G. Luzzi, All'ombra delle sue ali. Raccolta di sermoni per ogni domenica e festa principale dell'anno, Firenze, 1933.spazio
G. Luzzi, Dall'alba al tramonto. Appunti autobiografici, Firenze, Società «Fides et Amor» Editrice, 1934.spazio
G. Luzzi, La religione cristiana secondo la sua fonte originale, Roma, 1939.

Bibliografia

Il Prof. Giovanni Luzzi, in «L'Eco delle Valli Valdesi», n. 6, 6 febbraio 1948.spazio
Fides et Amor. Luzzi, in «La Luce», anno 41, n. 4, 29 febbraio 1948.spazio
J. U. Gaudenz, In memoria dal professer Jon Luzzi, dr. honoris causa, in «Fögl ladin», febbraio 1948.spazio
V. Vinay, Facoltà valdese di Teologia (1855-1955), Torre Pellice, Claudiana, 1955.spazio
E. Peyrot, Bibliografia degli scritti di Giovanni Luzzi, in «Bollettino della Società di Studi Valdesi», n. 127, 1970, pp. 59-86.spazio
H.-P. Dür-Gademann, Giovanni Luzzi (1856-1948) traduttore della Bibbia e teologo ecumenico, Collana della Facoltà valdese di Teologia n. 19, Torino, Claudiana, 1996.spazio
G. Spini, Risorgimento e protestanti, Torino, Claudiana, 1998³ (I ed. 1956).spazio
L. Demofonti, Giovanni Luzzi, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 66, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2007, pp. 752-754.

Immagini

  • A cura di Luca Pilone
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