società di studi valdesi
società di studi valdesi

       

La Société d’Histoire Vaudoise fondata a Torre Pellice nel 1881 diede impulso allo studio della storia valdese e fu attiva sia nell'organizzazione delle celebrazioni del bicentenario del Glorioso Rimpatrio (1889), sia nella realizzazione del primo nucleo del Museo Storico valdese tramite il suo presidente Edoardo Rostan. Dal 1894 la SSV fu incaricata dalla Tavola valdese di gestire direttamente il museo, incarico che mantenne per quasi 100 anni fino al 1989 anno della fondazione del Centro Culturale Valdese.

Nata come associazione laica e indipendente, la Società si è mantenuta statutariamente separata dalla Chiesa valdese. La ricerca storica ha costituito il filo conduttore delle sue attività, senza escludere interessi di etnografia, letteratura, linguistica, dialettologia.

Nel 1884 la Società iniziò la pubblicazione della rivista «Bulletin de la Société d’histoire vaudoise», prevalentemente in lingua francese, che riportava notizie riguardanti la vita dell’associazione, accanto a rassegne bibliografiche, a studi e a fonti.

Nel 1889 in occasione del secondo centenario del "Glorioso Rimpatrio" (il rientro dei valdesi nelle loro valli dopo l'esilio imposto dal duca sabaudo), la Società curò l'allestimento di un Museo storico, che si affiancava ad altre iniziative, quali la biblioteca, l’archivio, le collane di testi destinati a un pubblico non specialistico. Tra questi si segnala la serie tuttora attiva degli Opuscoli del XVII febbraio, così titolata in ricordo del riconoscimento dei diritti civili avvenuto il 17 febbraio 1848.

Nella prima metà del Novecento l’italianizzazione imposta dal regime fascista comportò sia il cambiamento del titolo della rivista, che nel 1934 divenne «Bollettino della Società 

di Storia Valdese», sia della denominazione della Società, che dal 1935 assunse l’attuale nome.

Alla fine della seconda guerra mondiale, la Società avviò un nuovo corso aprendosi al confronto con la cultura storica di matrice laica e cattolica, e affrontando problemi di storia europea della Riforma protestante e della Controriforma cattolica. Da questo orientamento scaturì il progetto dei Convegni dedicati ai temi dell’eresia, della Riforma e dei movimenti religiosi, inaugurati nel 1957 per iniziativa di Giorgio Spini e di Augusto Armand Hugon.

L’appuntamento dei Convegni, mantenutosi pressoché a cadenza annuale, ha registrato la partecipazione di illustri studiosi di varia appartenenza culturale e politica, quali Eugenio Dupré-Theseider, Giovanni Gonnet, Delio Cantimori, Salvatore Caponetto, Amedeo Molnàr, Luigi Firpo, Giuseppe Ricuperati, Franco Venturi, Robert M. Kingdon, Adriano Prosperi, Antonio Rotondò, Albano Biondi, Ugo Rozzo, Enea Balmas. Dalle relazioni tenute ai Convegni derivarono i volumi della collana storica edita dalla Claudiana e giunta ad annoverare oltre 40 titoli.

Nel 1985 la Società decise di affiancare al «Bollettino» uno strumento più agile e divulgativo sulla storia e la cultura locale: nacque così la rivista quadrimestrale «La Beidana», la cui redazione è affidata a giovani studiosi.

Nel 1989 su iniziativa di Giorgio Tourn, presidente della SSV, viene costituita con la Tavola Valdese la Fondazione Centro Culturale Valdese, nel cui direttivo la SSV è presente con tre membri e a cui è affidata la gestione del patrimonio librario e museale.

La Società ha conseguito il riconoscimento giuridico dalla Regione Piemonte (1992) e dal Ministero per i beni culturali, che nel 1998 le ha riconosciuto il titolo di Ente culturale di interesse nazionale. In tal modo ha potuto accedere ai finanziamento pubblici, che si aggiungono a quelli derivanti dalle quote associative e dal contributo della Tavola valdese sui fondi dell’8 per mille.

In anni recenti la Società ha promosso iniziative che rafforzano la tradizione degli studi. Nel 2003 con un progetto congiunto con la Fondazione Centro Culturale Valdese e il Reformierter Bund in Deutschland di Hannover, è stata avviata una Bibliografia valdese/protestante in 4 lingue, a cura del dottor Albert de Lange.

La presenza della Società nel panorama della cultura italiana si è consolidata per il tramite di convegni, incontri di studio, collaborazioni scientifiche e rapporti istituzionali a livello locale, regionale e nazionale.

La Società ha collaborato a iniziative di interesse pubblico, come la mostra Lutero, la Riforma, l’Italia, tenutasi a Torino nel 2017, e la mostra Dal Monviso al Moncenisio. Cartografia a stampa dal XVI al XVIII secolo, realizzata nel 2019.

Ha promosso il rinnovamento della ricerca storica con la rivista «Riforma e movimenti religiosi», avviata nel 2017 in prosecuzione con la serie del «Bollettino della Società di studi valdesi».

La Società cura il progetto del Dizionario biografico dei Protestanti in Italia, un’opera in lavorazione progressiva e di consultazione in rete, che fornisce agli studiosi un supporto informativo di valore scientifico.

Nell’ottica dell’ampliamento di prospettive e di rapporti con università e centri di ricerca, i recenti Convegni storici hanno affrontato temi di interesse europeo legati ai nuovi orientamenti della storiografia, con la partecipazione di studiosi internazionali.

Nuovi interventi volti a promuovere la formazione di giovani ricercatori sono stati realizzati dal 2019 con la Scuola estiva e con le borse di studio dedicate a temi di storia dei movimenti religiosi, protestanti, riformati, radicali, in Italia dal Medioevo all’Età contemporanea.

La Società è attiva in sedi culturali di prestigio nazionale, come il Salone del Libro di Torino, l’Academy of religion promossa dalla Fondazione Giovanni XXIII di Bologna, l’Associazione delle Istituzioni culturali italiane e il Coordinamento delle società culturali del Piemonte.

 

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