Dizionario Biografico dei Protestanti in Italia

David Peyrot

David (Jean Jaques) Peyrot (15 agosto 1854 – 25 giugno 1915) pastore valdese, uno dei fondatori della Société d’Histoire Vaudoise di cui fu segretario e vice Presidente, fotografo rinomato.

Biografia

Nacque a San Giovanni (ora Luserna San Giovanni) nella casa di famiglia chiamata Villa Olanda, figlio primogenito di Henri David, agiato proprietario terriero, e di Marie, figlia del pastore Giacomo Vinçon.

La necessità di allontanarlo dalla madre, gravemente malata di tisi, convinse i genitori a farlo studiare a Königsfeld nella Foresta Nera (odierna Germania), presso l’istituto fondato dai “Fratelli Moravi”, un movimento di stampo pietista, dove maturò la decisione di diventare pastore come il nonno materno.

Completati gli studi liceali presso il Collegio valdese di Torre Pellice e quelli teologici alla Facoltà Valdese di Teologia di Firenze nel 1880, rinunciò all’anno di perfezionamento in Scozia per entrare in servizio come pastore. Gli fu affidata la chiesa di Bordighera, con cura delle comunità vicine di Vallecrosia, Sanremo e Nizza, sede di una piccola colonia svizzera, dove conobbe Augusta Warnery (1859-1883), che sposò nel 1882, trasferendosi con lei nella comunità di Como, da dove visitò Chiasso e Arogno. Soltanto un anno dopo perse la moglie, morta di parto insieme alla sua bambina Desirée, e successivamente il padre.

Nel 1885, dopo un breve periodo di congedo e un anno di servizio ancora a Vallecrosia, fu nominato pastore della chiesa del Serre di Angrogna, nelle Valli valdesi, dove la casa pastorale era stata recentemente costruita grazie al contributo economico dello zio, il deputato Giuseppe Malan, e nel 1886 si risposò a Interlaken con Fanny Zürcher (1856-1939), figlia del medico svizzero della colonia straniera di Nizza, da cui ebbe Otto (1887-1945), Augusta (1888-1952) e Marco (1890-1970).

Dal 1890 al 1908 resse la Chiesa valdese di Torino, dove ebbe come colleghi Enrico MeilleWilliam MeilleErnesto Giampiccoli e  Giosuè Tron, predicando anche in lingua tedesca. In seguito si occupò di una vasta diaspora di piccole comunità del Piemonte, tra cui Chivasso e Torrazza, spingendosi anche in Liguria, nonché dell’Ospedale evangelico di Torino e di altri istituti.

Alternò la cura ecclesiastica ai viaggi in Svizzera e in Germania, che compiva allo scopo di raccogliere fondi per la Chiesa Valdese, specialmente come delegato alle adunanze del Gustav-Adolf Werk; partecipò alle feste del bicentenario delle colonie valdesi del Würtemberg nel 1899. Negli ultimi anni del suo ministero sostituì temporaneamente vari colleghi nelle comunità di Perrero-Maniglia, Prali, Villasecca (durante l’assenza del pastore Bartolomeo Léger in missione negli Stati Uniti) e nel 1914 fu per tre mesi a Torre Pellice.

Collaborò con il pastore Stefano Bonnet nella costituzione delle Unioni cristiane dei Giovani. Dal 1905 alla morte fu Presidente della Casa delle Diaconesse di Torre Pellice.

Morì a Luserna San Giovanni, probabilmente a causa della grave forma di influenza “spagnola” che aggravò i suoi problemi di calcolosi biliare.

Membro fondatore della Société d’Histoire Vaudoise dal 1882, ricoprì le cariche di segretario (1889-1892) e vice Presidente (1913-1915) del seggio. Nel 1904 fu insignito dall’Imperatore di Germania della croce di cavaliere del Roten Adlerorden.

Accanto alla sua attività pastorale ebbe una grande passione per la fotografia, nata già nel 1873, quando frequentava ancora il liceo di Torre Pellice, assecondata dal padre, che gli fece costruire un laboratorio fotografico a ruote per lo sviluppo immediato delle fotografie secondo la tecnica del collodio umido, e condivisa dai fratelli Arthur e Henri Peyrot. La sua collezione fotografica comprende circa quattromila lastre negative e circa cinquemila stampe positive raccolte in album e corredate da inventario, oltre alle numerosissime immagini delle Valli prodotte per la vendita a cura della casa editrice Loescher, o sovente regalate dall’autore agli amici e ai parrocchiani. Un gran numero di sue fotografie illustrano pubblicazioni di carattere storico-geografico sui valdesi, tra cui il Guide des Vallées Vaudoises du Piémont, pubblicato nel 1898.

La sua produzione documenta con efficacia e sensibilità la società valdese nei suoi aspetti di vita ecclesiastica e quotidiana, rappresentando un mondo di fine Ottocento caratterizzato da una forte coesione tra la borghesia valdese, a cui apparteneva la famiglia Peyrot, e il mondo contadino, intessuta dalle reti di solidarietà familiare e religiosa.

Fonti archivistiche

Archivio della Tavola Valdese (in ATV), Serie IX, cartella 144, David Peyrot.spazio
Archivio della Società di Studi valdesi (in ATV), Fondo Carte Famiglia Peyrot, sub-fondo David Peyrot.spazio
Archivio Fotografico Valdese (in ATV), Fondo David Peyrot.

Pubblicazioni principali

D. Peyrot, Berne et les Vaudois en 1686, in «Bulletin de la Société d’Histoire Vaudoise », n. 3, 1887, pp. 12-23.spazio
D. Peyrot, Histoire de la colonie française dans le Brandebourg, in Idem, n. 4, 1888, pp.19-25.spazio
D. Peyrot, Itinéraire de la Glorieuse Rentrée (1689), in idem, n. 6, 1889, pp. 113-123.spazio
D. Peyrot, La date de la Rentrée, in idem, n. 7, 1890, pp. 25-38.spazio
D. Peyrot, La gora di San Giovanni o «Bealera Peyrota», in idem, n. 33, 1914, pp. 96-109.

Bibliografia

C.A. Tron, David Peyrot, in «L’Écho des Vallées», n. 27, 2 luglio 1915.spazio
«Le Lien. Bulletin de la Paroisse Vaudoise de Turin», 16 ottobre 1915.spazio
Come vivevano. Val Pellice, Valli d’Angrogna e di Luserna fin de siècle (1870-1910), a cura di C. Papini, Torino, Claudiana, 1980.spazio
Come vivevano.Pinerolo, Val Chisone e Germanasca fin de siècle (1880-1920), a cura di C. Papini, Torino, Claudiana,, 1981.spazio
Fratelli Peyrot, La piccola patria alpina, a cura di R. Mantovani e M.R. Fabbrini, Scarmagno, Priuli e Verlucca, 2009.spazio
G. Ballesio, Davide Peyrot, in Héritage(s). Formazione e trasmissione del patrimonio culturale valdese, a cura di D. Jalla, Torino, Claudiana, 2009, pp. 404-405.

Immagini

  • A cura di Gabriella Ballesio
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