Un patrimonio di voci, lingue e memorie attraversa da secoli le Valli valdesi. Questo opuscolo accompagna alla scoperta dei canti popolari – narrativi, storici, d’amore, di emigrazione e di guerra – che tra Settecento e Novecento hanno dato forma all’identità di Val Pellice, Val Germanasca e bassa Val Chisone.
Tra archivi sonori, raccolte familiari e i celebri cahiers de chansons, Elisa Salvalaggio ricostruisce come parole e melodie si siano trasmesse in un territorio plurilingue (francese, patois, piemontese, italiano) e come le complaintes siano divenute custodi di storie di fede, persecuzioni e vita quotidiana.
Un invito divulgativo a conoscere le fonti, i ricercatori e i cantori che hanno salvato oltre seicento brani, e a sentirli come una risorsa viva per le Valli e per il Piemonte di oggi.
«Le Valli valdesi custodiscono uno dei patrimoni vocali più ricchi e originali dell’arco alpino occidentale: un canto che non è soltanto attività estetica o ricreativa, ma elemento profondamente radicato nella vita sociale e religiosa. Crocevia di lingue e memorie – italiano, francese, piemontese e patois – questo repertorio, frutto di scambi, adattamenti e sedimentazioni, ha conservato fino a tempi recenti una varietà straordinaria di canti narrativi, storici e d’amore, accanto alla grande tradizione delle complaintes. E i cahiers de chansons, veri “archivi domestici” tramandati di generazione in generazione, ne sono la traccia più concreta. Il futuro di questa tradizione dipende dalla capacità di continuare a documentare, studiare e divulgare tale ricchezza». Elisa Salvalaggio